Il nostro Miele

Pratichiamo l’estrazione del miele
con un procedimento tradizionale molto lento
che non prevede assolutamente riscaldamento dei favi.

La produzione del miele segue procedure e metodi biologici che non riguardano solo la coltivazione dei campi attorno agli alveari ma anche l’allevamento delle famiglie: alimentiamo le api quando occorre con il loro stesso miele e non con zucchero, curiamo malattie e attacchi di parassiti con essenze naturali come timo e mentolo, le arnie sono in legno e protette da resine naturali non chimiche.

 

Produciamo miele di: Sulla  in vasi da 500 g. e 250 g.

 

 
                      Miele di Sulla 250g           

 

e Millefiori  in vasi da 500 g.

    
 
Il nostro miele subisce un naturale processo di cristallizzazione che varia  a seconda del tipo di miele e del periodo della raccolta e a volte tale processo può restare anche incompleto. Per permettere la conservazione di tutte le proprietà il miele non viene sottoposto ad alcun trattamento termico.

   

Il miele di Sulla

Il suo colore varia dall’avorio quando è allo stato liquido, al bianco quando il miele cristallizza; il sapore è molto delicato con sentori di vegetale. La sulla è una pianta foraggiera che fiorisce verso la fine della primavera con un fiore rosso. La coltiviamo sotto gli ulivi mentre nei terreni argillosi (calanchi) cresce anche spontaneamente.

  
    

   2011 – Medaglia d’oro – SULLA

 

 

   2013 – Medaglia d’oro – MILLEFIORI

Microsoft Word - licineto.millefiori.2013.gold.doc

                     
    

alcune notizie utili sul miele: – L’estrazione del miele con metodo biologico prevede la filtrazione per la rimozione di tutti i residui e delle impurità ma non l’eliminazione delle bollicine di aria eventualmente presenti nella massa. – Spesso la cristallizzazione rende il prodotto ancora meno omogeneo e può creare strati diversi tra loro sia nel colore che nella densità. – Nella produzione industriale di miele vengono praticate: 1) la pastorizzazione che serve per avere un miele liquido quanto più a lungo possibile nel tempo e per renderlo “esteticamente presentabile” riducendo la viscosità del prodotto (essa è condotta sottoponendo il miele a riscaldamento, uno strato sottile esposto a temperature abbastanza elevate di circa 75°C); 2) l’omogeneizzazione che viene effettuata con sistemi di agitamento più o meno veloci; 3) il pompaggio per la fase di invasettamento del prodotto. Tutte queste procedure riducono notevolmente o eliminano le proprietà nutritive del miele. – L’allevamento con sfruttamento intensivo delle famiglie di api e la produzione di propoli e pappa reale arreca loro notevole stress; il nomadismo verso fioriture più “commercialmente ricercate” o per ottenere più raccolti provocano alle api disorientamento e difficoltà di adattamento. Queste procedure rendono le api anche meno resistenti a parassiti e più esposte a malattie e la conseguenza è l’utilizzo di antibiotici prodotti chimici vari che poi ritroviamo nel miele.